Oggi (12 AGOSTO 2025) un nutrito gruppo di sessantenni (nati 1965) si sono ritrovati nella Chiesa Parrocchiale, alle ore 10,00, per celebrare il compleanno con una S. Messa.












La lezione:
Questa teoria evidenzia come molte persone e organizzazioni preferiscano negare la realtà, sprecare tempo, risorse ed energie in soluzioni inefficaci, invece di riconoscere il problema fin dall’inizio e prendere decisioni più intelligenti ed efficaci.

Caro fratello,
con l’augurio di un buon Natale, ti trasmetto queste parole sul Natale che devo inviare per una rivista. Se ritieni che esse (protagonista sempre lo Spirito Santo) possano fare del bene a qualcuno, utilizzale come credi. Un abbraccio. Peppino
Bambino Gesù, nella tua grotta dove hai nascosto la tua divinità, nella quale annuncerai al mondo quello che TU citando Isaia hai chiamato Anno di Grazia, il nostro cuore ritrova la sua grotta d’amore, il palpito del Giubileo. Esso arrivi come riverbero di luce ove è crepuscolo o tenebra, ove l’uomo cammina senza cercare i tuoi occhi e inciampa nell’ombra del proprio io, delle sue annaspanti certezze. Arrivi ai muri innalzati contro il perdono. Nelle catene del cuore. Nelle fredde corsie del dolore. Nei pozzi della solitudine dei malati di mente. Tu conosci la strada per fare entrare il tuo Giubileo in quella loro clessidra incagliata, in quel loro angolo di mondo in cui tutte le umane enciclopedie sono scadute. Tu, migrante dal Cielo sulla terra, proteggi i fratelli migranti sulla strada del mare verso braccia che accolgano, verso un Giubileo di speranza. Bambino Gesù, figlio di Dio diventato fragile creatura nel grembo di una madre, ricorda ai signori della guerra di essere stati tutti fratelli nel grembo di una madre, affinché il rumore delle armi si spenga nel canto del Giubileo. E nel cuore dei giovani, turbati spettatori della logica della guerra e delle ingiustizie e della fame nel mondo, in questa notte santa, risuonino le parole di Santa Caterina da Siena: “ Se sarete quello che dovete essere, darete fuoco al mondo intero“. Con la tua luce potente disarma la mano violenta dell’uomo che invece di aprirsi a un gesto d’amore si chiude in un pugno che uccide. Brucia i fili spinati che recintano l’odio nelle coscienze blindate di quanti non conoscono il rumore del silenzio e il colore delle lacrime delle donne. Arrivi la tua carezza a quella madre senza più lacrime, pietrificata fontana, che cerca il figlio tra le macerie, il cielo nei suoi occhi , il vento tra i capelli.
Benedici le mani tremanti dei vecchi, scheletriche croci innalzate a preghiera, in quei loro tramonti, nostalgie d’Infinito. Bambino Gesù, nei Paesi dove non c’è la pace ti cercano tanti bambini, inviolabili altari violati dalla violenza dell’uomo. Orfani di sorriso e di sogno.
Sotto un cielo sporco di polvere, di fumo e bagliori delle bombe, dove bestemmia la guerra, essi rivogliono cieli di aquiloni, la luna che trema su palpito di mare, occhi di stelle che riaccendono il sorriso, in questa tua notte di luce, Bambino Gesù, e camminando nel cielo indicano al mondo la strada seguita dai pastori e re Magi verso Betlemme, la strada del più grande ed eterno Giubileo della Storia.
Prof. Giuseppe Mignogna
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Il prof. Giuseppe Mignogna, mio amico di infanzia, è scrittore e poeta, docente di latino e greco, ha svolto attività didattica presso l’università di Firenze.


“La Festa dell’Albero è una delle più antiche cerimonie nate in ambito forestale e rappresenta la celebrazione che dimostra come il culto e il rispetto dell’albero affermino il progresso civile, sociale, ecologico ed econo-mico di un paese.”
(Da internet alla voce: festa dell’albero)
Nella festa dell’Albero ci si chiede perché è stata fatta la deforestazione di 27 alberi al Centro Sociale Parrocchiale di Gambatesa senza alcuna spiegazione?
Oggi tutti questi alberi non ci sono più!!!
Pregare è l’atto di culto che ci mette in contatto con Dio.
La preghiera, infatti, è stata definita dal catechismo di S. Pio X: ” Una pia elevazione dell’anima a Dio”.
E’ un colloquio interiore con Dio.
Ma l’uomo, poiché è fatto di anima e corpo, ha bisogno di associare i sensi alla preghiera interiore perciò abbiamo la preghiera mentale e la preghiera vocale.
Ogni preghiera vocale presuppone quella mentale; e la preghiera mentale diventa sempre più interiore nella misura in cui ci si rende conto con Chi stiamo parlando.
La finalità per cui preghiamo poi dà origine a diverse forme di preghiera che possiamo così riassumere:
La Preghiera di Adorazione
E’ la Preghiera con cui l’uomo si riconosce creatura bisognosa di tutto davanti al suo Creatore.
La Preghiera di Benedizione
E’ la preghiera con cui l’uomo risponde a Dio benedicendolo perché Lui per primo ci benedice e ci colma dei suoi innumerevoli doni.
La Preghiera di Domanda
E’ la Preghiera con cui l’uomo con umiltà e fiducia fa una richiesta a Dio per i suoi bisogni spirituali e morali.
La Preghiera di Intercessione
E’ la Preghiera con cui uno chiede qualcosa a favore di un altro.
La Preghiera di Ringraziamento
La Messa è la Preghiera per eccellenza di Ringraziamento (eucaristìa = gr. εὐχαριστία, = riconoscenza, rendimento di grazie», der. di χάρις «grazia»] in cui Cristo ci fa partecipare al suo grazie al Padre.
La Preghiera di Lode
E’ la Preghiera completamente disinteressata che si concentra su Dio per lodarlo e rendergli gloria.
La Preghiera Liturgica
Ogni preghiera è comunione tra noi e Dio ma c’è una preghiera in cui la nostra comunione con Dio assume una dimensione anche esterna, visibile e comunitaria: è la preghiera liturgica.
La preghiera liturgica è al vertice di tutte le altre forme di preghiera perché le compendia tutte e perché esprime non la preghiera dei singoli fedeli ma quella della Chiesa intera in cui Cristo è il principale orante.
La preghiera liturgica ha un valore intrinseco, oggettivo, derivante dal valore infinito della preghiera di Cristo.