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NATALE 2025

NATALE 2025

Ringrazio cordialmente il carissimo amico di infanzia Prof. Giuseppe Mignogna che mi ha inviato in questi giorni una preghiera composta da lui per una profonda meditazione sul Natale .

La pubblico, con il suo permesso, perchè sia di aiuto per tutti in questo cammino di Avvento.

NATALE

Io, pellegrino del Cielo, in un naufragio d’amore, sono approdato in questa grotta facendomi carne tremante, graffio d’Infinito nelle pietre fredde della Terra. Mia madre mi protegge, fragile, e mi contempla, onnipotente. I miei occhi cercano il suo sguardo e i suoi occhi si abbassano, adoranti, davanti ai miei, nella luminosa oscurità del mistero in cui un filo d’ombra trema di eterna Luce. Io innalzo un altare ove è pianto. Scendo, cireneo per amore, là dove un filo spinato ha recintato il cuore. In questa grotta non si sente il tuono di Dio che schiantava i cedri del Libano, perché il Cielo ha abbracciato la Terra. Ma nel mondo tuonano ancora le armi, con i loro bagliori di morte, in cieli spezzati, spenti firmamenti. Arrivano venti freddi dai salici piangenti della Storia, dalle tante croci ai piedi delle quali piangono le madri. Porterò nei miei occhi il loro pianto. Nessuno sa quanto sangue ci sia in quelle lacrime. E cadono i bambini al sibilo delle bombe, mentre le stelle chiudono gli occhi per non vedere. Esse, un mattino, vogliono riaprirli a una rarefatta aurora che annuncia al mondo:“ Habemus pacem!”. Se ognuno la coltivasse nel proprio orticello, alimentandola col profumo della propria vita, nel giardino del mondo fiorirebbe la pace. Necessaria quella delle armi, ma anche quella interiore. Accendi dentro di te cieli di luce per te e per gli altri: quella goccia del bene che tu getti nel mare entra in un’onda che il vento porta lontano. Perciò, se parli, parla non per scavare un confine ma per disegnare un orizzonte. Se sorridi a chi non ha la forza di sorridere, non sfoderare una gioia chiassosa. Se piangi, piangi nel cuore di qualcuno. Se tendi la mano, non chiuderla in un pugno, aprila a una carezza, distendila come culla di luce. Se vai ad aiutare qualcuno, non far sentire il rumore dei tuoi passi. Se ti guardi dentro, esplora persino la luce che ti viene dal dolore. Se abbassi lo sguardo, abbassalo per non inciampare nella tua ombra. Se vuoi rivivere la magia di questa notte santa, cammina dentro di te lungo il silenzio che porta alla grotta così come hanno fatto i re Magi, camminando con gli occhi della Stella.