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Foto, In evidenza, News

Festa a sorpresa per i 60 anni di Sacerdozio

       FESTA A SORPRESA

Un ringraziamento di grandezza gigantesca va al carissimo amico Fra Lorenzo Gamos, superiore dell’Ospedale “Sacro Cuore di Gesù” dei Fatebenefratelli di Benevento per avermi, a sorpresa, organizzato una inaspettata festa per il mio 60° di Ordinazione Sacerdotale.  Ringrazio anche i confratelli sacerdoti e tutti quelli che hanno collaborato alla graditissima “sorpresa”.

Alcune foto della giornata di ieri 15 LUGLIO 2025:

 

Luglio 16, 2025/da Giuseppe Nuzzi
https://www.dongiuseppenuzzi.it/wp-content/uploads/2025/07/2.jpg 1200 1500 Giuseppe Nuzzi https://www.dongiuseppenuzzi.it/wp-content/uploads/2024/11/logo-optimized.svg Giuseppe Nuzzi2025-07-16 13:45:512025-07-16 14:54:38Festa a sorpresa per i 60 anni di Sacerdozio
Catechesi, In evidenza, News

GIUBILEO 2025

GIUBILEO 2025

Il Giubileo, detto anche “Anno Santo”, è un anno in cui si può ottenere l’indulgenza plenaria purchè si compiano alcune particolari pratiche religiose.

Il Giubileo prende il nome dal Giubileo Ebraico che fissava, ogni 50 anni, un anno di riposo della terra (con lo scopo pratico di rendere più forti le successive coltivazioni), la restituzione delle terre confiscate e la liberazione degli schiavi, questo affinché non ci fosse il troppo ricco o il troppo povero.

Per segnalare l’inizio del Giubileo si suonava un corno di ariete, in ebraico jobel, da cui deriva il termine cristiano Giubileo.

Il Giubileo può essere: ordinario, se legato a scadenze prestabilite; straordinario, se viene indetto per qualche avvenimento di particolare importanza.

Il rito più conosciuto del Giubileo è l’apertura della porta santa: si tratta di una porta che viene aperta solo durante l’Anno santo, mentre negli altri anni rimane murata.

Il rito della porta santa esprime simbolicamente il concetto che, durante il Giubileo, è offerto ai fedeli un “percorso straordinario” verso la salvezza.

L’inizio ufficiale del Giubileo avviene con l’apertura della porta santa della basilica di San Pietro. Le porte sante delle altre basiliche vengono aperte nei giorni successivi.

ll Giubileo 2025  è stato aperto ufficialmente il 24 dicembre 2024 alle ore 19.00, con il rito di Apertura della Porta Santa della Basilica Papale di San Pietro .

‎Il significato spirituale del Giubileo

Al centro del Giubileo c’è il concetto di indulgenza plenaria, che rappresenta la remissione completa della pena per i peccati per i fedeli che rispettano determinate condizioni:

  • confessione sacramentale,

  • partecipazione all’Eucaristia,

  • preghiera secondo le intenzioni del Papa e

  • compimento di un’opera di misericordia o pellegrinaggio.

Questo tempo è anche un invito alla conversione personale e alla riconciliazione con Dio e il prossimo.

I fedeli sono chiamati a rinnovare la propria fede, ad approfondire la preghiera e a vivere opere di carità verso i bisognosi.

La Penitenzieria Apostolica ha diffuso le norme per la concessione dell’indulgenza plenaria nel Giubileo 2025. Potranno ricevere l’indulgenza i fedeli “veramente pentiti”, “mossi da spirito di carità”, “che, nel corso del Giubileo, purificati attraverso il sacramento della penitenza e ristorati dalla Santa Comunione – si legge nel testo – pregheranno secondo le intenzioni del Sommo Pontefice”.

L’indulgenza potrà essere applicata “in forma di suffragio alle anime del Purgatorio”.

I fedeli potranno ottenere l’indulgenza intraprendendo un pellegrinaggio

  • verso qualsiasi luogo sacro giubilare,

  • verso almeno una delle quattro Basiliche Papali Maggiori di Roma,

  • in Terra Santa o in altre circoscrizioni ecclesiastiche, e prendendo parte a un momento di preghiera, celebrazione o riconciliazione. Poi, ancora,

  • “visitando devotamente qualsiasi luogo giubilare” e vivendo l’adorazione eucaristica, concludendo con il Padre Nostro, la Professione di fede e Invocazioni a Maria.

In caso di gravi impedimenti, i fedeli “veramente pentiti che non potranno partecipare alle celebrazioni, ai pellegrinaggi o alle visite”, potranno conseguire l’indulgenza giubilare alle stesse condizioni se “reciteranno nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene, il Padre Nostro, la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima e altre preghiere conformi alle finalità dell’Anno Santo, offrendo le loro sofferenze o i disagi della propria vita”.

I fedeli veramente pentiti che non potranno partecipare alle solenni celebrazioni, ai pellegrinaggi e alle pie visite per gravi motivi (come anzitutto tutte le monache e i monaci di clausura, gli anziani, gli infermi, i reclusi, come pure coloro che, in ospedale o in altri luoghi di cura, prestano servizio continuativo ai malati), conseguiranno l’Indulgenza giubilare, alle medesime condizioni se, uniti in spirito ai fedeli in presenza, particolarmente nei momenti in cui le parole del Sommo Pontefice o dei Vescovi diocesani verranno trasmesse attraverso i mezzi di comunicazione, reciteranno nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene (ad es. nella cappella del monastero, dell’ospedale, della casa di cura, del carcere…) il Padre Nostro, la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima e altre preghiere conformi alle finalità dell’Anno Santo, offrendo le loro sofferenze o i disagi della propria vita;

L’Indulgenza plenaria giubilare potrà essere conseguita anche mediante iniziative che attuino in modo concreto e generoso lo spirito penitenziale che è come l’anima del Giubileo, riscoprendo in particolare il valore penitenziale del venerdì: astenendosi, in spirito di penitenza, almeno durante un giorno da futili distrazioni (reali ma anche virtuali, indotte ad esempio dai media e dai social network) e da consumi superflui (per esempio digiunando o praticando l’astinenza secondo le norme generali della Chiesa e le specificazioni dei Vescovi), nonché devolvendo una proporzionata somma in denaro ai poveri; sostenendo opere di carattere religioso o sociale, in specie a favore della difesa e protezione della vita in ogni sua fase e della qualità stessa della vita, dell’infanzia abbandonata, della gioventù in difficoltà, degli anziani bisognosi o soli, dei migranti dai vari Paesi “che abbandonano la loro terra alla ricerca di una vita migliore per se stessi e per le loro famiglie” (Spes non confundit, 13); dedicando una congrua parte del proprio tempo libero ad attività di volontariato, che rivestano interesse per la comunità o ad altre simili forme di personale impegno.

Nella dottrina delle indulgenze, esiste una distinzione fondamentale tra colpa e pena.

La colpa è il peccato stesso, l’atto contrario alla legge divina che allontana l’anima da Dio.

La pena, invece, è la conseguenza del peccato, il castigo temporale che purifica l’anima.

L’assoluzione sacramentale cancella i peccati, mentre l’indulgenza cancella la pena temporale, da riparare su questa terra (con preghiera, penitenza, carità) oppure in Purgatorio.

Luglio 3, 2025/da Giuseppe Nuzzi
https://www.dongiuseppenuzzi.it/wp-content/uploads/2025/07/PORTA.jpg 706 658 Giuseppe Nuzzi https://www.dongiuseppenuzzi.it/wp-content/uploads/2024/11/logo-optimized.svg Giuseppe Nuzzi2025-07-03 10:16:292025-11-15 20:52:35GIUBILEO 2025

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