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CONCERTI NELLE CHIESE

(Sintesi della Lettera della Sacra Congregazione per il    Culto Divino)

 CONCERTI NELLE CHIESE

MUSICA NELLE CHIESE AL DI FUORI DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE

Secondo la tradizione le chiese sono, anzitutto, luoghi dove si raccoglie il popolo di Dio… per ascoltare la parola di Dio, pregare insieme, ricevere i Sacramenti, celebrare l’eucaristia, e adorarla in esso come sacramento permanente.

Le chiese pertanto non possono considerarsi come semplici luoghi “pubblici”, disponibili a riunioni di qualsiasi genere.

In una società di agitazione e di rumore, soprattutto nelle grandi città, le chiese sono pure luoghi adeguati dove gli uomini raggiungono, nel silenzio o nella preghiera, la pace dello spirito o la luce della fede.

Quando le chiese si utilizzano per altri fini diversi dal proprio, si mette in pericolo la loro caratteristica di segno del mistero cristiano, con danno più o meno grave alla pedagogia della fede e alla sensibilità del popolo di Dio, come ricorda la parola del Signore: “La mia casa è casa di preghiera”. Il regolamento per l’uso delle chiese è determinato dal can. 1210 del Codice di Diritto Canonico: “Nel luogo sacro sia ammesso solo quanto serve per esercitare e promuovere il culto, la religione, ed è vietato tutto ciò che non sia consono alla santità del luogo. Tuttavia l’Ordinario può permettere, caso per caso, altri usi, che però non siano contrari alla santità del luogo”. Il principio che l’utilizzazione della chiesa non deve essere contraria alla santità del luogo determina il criterio secondo il quale si deve aprire la porta della chiesa a un concerto di musica sacra o religiosa, e la si deve chiudere ad ogni altra specie di musica. Perché la sacralità della chiesa sia salvaguardata ci si attenga, in ordine all’autorizzazione dei concerti, alle seguenti condizioni, che l’Ordinario del luogo potrà precisare:

  1.  Si dovrà fare domanda, in tempo utile, per iscritto all’Ordinario del luogo con l’indicazione della data del concerto, dell’orario, del programma contenente le opere e i nomi degli autori.
  2. Dopo aver ricevuto l’autorizzazione dell’Ordinario, i parroci e i rettori delle chiese ne potranno accordare l’uso ai cori e alle orchestre che avranno le condizioni sopra indicate.
  3. L’entrata nella chiesa dovrà essere libera e gratuita.
  4. Gli esecutori e gli uditori dovranno avere un abbigliamento e un comportamento convenienti al carattere sacro della chiesa.
  5. I musicisti e cantori eviteranno di occupare il presbiterio. Il massimo rispetto sarà dovuto all’altare, al seggio del celebrante, all’ambone.
  6. f) Il Ss.mo Sacramento sarà, per quanto è possibile, conservato in una cappella annessa o in altro luogo sicuro e

decoroso.

  1. Il concerto sarà presentato ed eventualmente accompagnato da commenti che non siano solamente di ordine artistico o storico, ma che favoriscano una migliore comprensione e partecipazione interiore degli uditori.
  2. L’organizzazione del concerto assicurerà per iscritto la responsabilità civile, le spese, il riordinamento nell’edificio, i danni eventuali.

 Il Documento Integrale si trova  in: https://liturgia.diocesipadova.it/wp-content/uploads/sites/28/2024/07/Istruzione-Santa-Sede-Concerti-nelle-Chiese-5-11-1987.pdf