La Settimana Santa

  • Marzo 24, 2024
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La Settimana Santa è la settimana nella quale si celebrano i misteri della fede cristiana che si riferiscono agli ultimi eventi della vita di Gesù: in particolare la sua passione, morte e resurrezione. Comprende la settimana che va dalla Domenica delle Palme al sabato seguente (Sabato Santo) che precede la Pasqua, giorno della resurrezione del Signore dalla morte di croce. La Pasqua è la solennità più importante della fede cristiana e si celebra ogni anno la domenica che segue la prima luna piena di primavera (tra fine marzo e aprile).

DOMENICA DELLE PALME

La Settimana santa inizia con la Domenica delle palme, nella quale si celebra l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme, acclamato come Messia e figlio di Davide. Nella liturgia viene letto il racconto della Passione di Gesù. La Quaresima non si conclude con questa domenica ma termina il giovedì santo con la Messa «Cena del Signore» esclusa”.

LUNEDI’, MARTEDI’ E MERCOLEDI’ DELLA SETTIMANA SANTA

Lunedì Santo: è il giorno dell’amicizia perché Gesù lo trascorre a Betania in compagnia dei suoi tre grandi amici: Marta, Maria e Lazzaro. Gesù ha sempre cercato di avere dei buoni amici. Ogni cristiano sa che l’amicizia è dono e missione.

Martedì Santo: è il giorno in cui si ricorda che Gesù scaccia i mercanti dal tempio, accusandoli di aver trasformato il tempio in un luogo di commercio.

Mercoledì Santo: è il giorno del tradimento, il giorno della tristezza. Gesù è tradito da uno dei suoi Apostoli per 30 denari.

GIOVEDI’ SANTO

Messa del crisma

Nella mattina del giovedì santo o il pomeriggio del mercoledì santo il Vescovo celebra l’Eucarestia nella quale vengono benedetti l’olio degli infermi (utilizzato nell’unzione dei malati), l’olio dei catecumeni (utilizzato nel battesimo) e il crisma (utilizzato sia nel battesimo che nella confermazione, nell’ordinazione di un presbitero, di un vescovo e nella consacrazione di una chiesa e di un altare). In questa messa i presbiteri rinnovano le promesse fatte nel giorno della loro ordinazione sacerdotale.

Cena del Signore

Al pomeriggio del giovedì santo inizia il solenne triduo pasquale: La sera si celebra la Messa in Cena Domini, nella quale si ricorda l’Ultima Cena, l’istituzione dell’Eucarestia e del Sacerdozio Ministeriale e si ripete la lavanda dei piedi. Alla fine della messa le croci si possono velare, le campane restano in silenzio e gli altari senza ornamenti, eccettuato l’Altare della Reposizione dove vengono conservate le ostie per l’adorazione e per la comunione del giorno seguente.

VENERDI’ SANTO

Il Venerdì santo si ricorda il giorno della morte in croce di Gesù celebrando la solenne Celebrazione della Passione, divisa in tre parti:

  1. La Liturgia della Parola, con la lettura del quarto canto del servo del Signore di Isaia (52,13-53,12), dell’Inno cristologico della lettera ai Filippesi (2,6-11) e della Passione secondo Giovanni.
  2. L’adorazione della croce, a cui viene tolto il velo.
  3. La santa Comunione con delle ostie consacrate la sera prima. Non si celebra alcuna messa in questa giornata, uno dei cosiddetti due giorni aliturgici.

Il Venerdì santo è tradizione effettuare il pio esercizio della Via Crucis che consiste nel pregare meditando gli episodi più significativi della passione di Gesù (dalla condanna a morte alla sepoltura).

La chiesa cattolica, in questo giorno, pratica il digiuno ecclesiastico e si astiene dalle carni come forma di partecipazione alla passione e morte del suo Signore.

SABATO SANTO

Il Sabato Santo è tradizionalmente giorno in cui non si celebra l’eucaristia (giorno aliturgico), e la comunione si porta solamente ai malati. Con la Veglia Pasquale inizia il Tempo Pasquale. Nella notte fra sabato e domenica si celebra la solenne Veglia Pasquale che è la celebrazione più importante di tutto l’anno liturgico. In essa si celebra la resurrezione di Cristo attraverso:

  • La Liturgia del Fuoco: al fuoco nuovo si accende il Cero Pasquale, che viene portato processionalmente in chiesa; durante la processione si proclama La luce di Cristo, e si accendono le candele dei fedeli. All’arrivo al presbiterio il cero viene incensato e solennemente, recitata o cantata, si proclama l’annuncio della resurrezione del Signore (Preconio Pasquale).
  • La liturgia della Parola ripercorre con le letture (A.T.) gli eventi principali della storia della salvezza, dalla creazione del mondo attraverso la liberazione del popolo d’Israele, dalla schiavitù d’Egitto alla promessa della nuova alleanza. Dopo il Vangelo segue
  • la liturgia battesimale, nella quale tutti i fedeli rinnovano le promesse del proprio battesimo e vengono battezzati i catecumeni, se ce ne sono.
  • La liturgia eucaristica si svolge come in tutte le messe.

LE TENEBRE

L’Ufficio delle Tenebre era detto così perché anticamente si concludeva con l’oscurità. Era celebrato, prima della Riforma Liturgica della Settimana Santa del 1955 e consisteva nella recita del Mattutino e delle Lodi alla sera precedente dei tre ultimi giorni della Settimana Santa.

La recita dell’Ufficio era accompagnata dallo spegnimento delle candele poste su una saettia (vedi foto n° 1) collocata nel presbiterio. Lo spegnimento delle candele seguiva un ordine preciso: le prime quattordici candele sono spente dopo ciascuno dei nove salmi del mattutino e dei cinque salmi delle lodi, partendo dalle candele più basse e spegnendone alternativamente una a destra e una a sinistra. Rimanevano accese fino al Benedictus le sei candele dell’altare. Al termine del Benedictus ogni altra luce presente in chiesa veniva spenta e l’ultima candela rimasta accesa veniva tolta dalla saettia, mostrata al popolo e poi collocata dietro l’altare, in modo che la sua luce venisse nascosta dall’altare per indicare l’arresto di Gesù, la cui luce però non si spegneva mai; a questo punto si faceva il “terremoto” o strepitus che si produceva sbattendo i libri o le mani contro il banco o con la raganella (vedi foto n°2) a simboleggiare il terremoto verificatosi alla morte del Signore.

DOMENICA DI RESURREZIONE

La Pasqua è la solennità che celebra la risurrezione di Gesù ed è la più grande festa del cristianesimo. Presenta importanti legami, ma anche differenze, con la Pasqua ebraica. La Pasqua ebraica celebra la liberazione di Israele dalla schiavitù degli egizi e l’inizio di una nuova libertà con Dio verso la terra promessa.

La Pasqua cristiana ha aggiunto un nuovo significato, celebrando il passaggio da morte a vita di Gesù e il passaggio a vita nuova per i cristiani, liberati dal peccato con il sacrificio sulla croce e chiamati a risorgere con Gesù. Perciò, la Pasqua cristiana è detta Pasqua di resurrezione, mentre quella ebraica è Pasqua di liberazione dalla schiavitù d’Egitto.

Teologicamente la Pasqua racchiude in sé tutto il mistero cristiano: con la Passione, Cristo si è immolato per l’uomo, liberandolo dal peccato originale e riscattando la sua natura ormai corrotta;

con la resurrezione ha vinto sul mondo e sulla morte, mostrando all’uomo il proprio destino, cioè la risurrezione nel giorno finale, ma anche il risveglio alla vera vita. La Pasqua si completa con l’attesa del ritorno glorioso di Gesù alla fine dei tempi (Parusia), che porterà a compimento le Scritture. La Pasqua annuale è il giorno più importante dell’anno: è un evento così straordinario che la Chiesa sente di doverlo celebrare ogni settimana: la domenica.

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                      Foto n° 1

                                                         

Foto n° 2

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